lunedì, 07 marzo 2011
Cervicalgia ribelle
Ragazzo di 24 anni soffre di cervicalgia e nucalgia da alcuni anni.
Il dolore si presenta a fine settima ma, a volte, anche più spesso.
Non racconta altri problemi: buono l’appetito, non problemi del sonno, non è metereopatico (che mi avrebbe indirizzato verso il meridiano curioso Yang Wei Mai con la barriera cervicale: GV 15, GV 16, GV 17) nessun problema riferito che abbia scatenato l’inizio della sintomatologia.
La caratteristica del peggioramento a fine settimana fa pensare ad una cervicalgia tensiva. Faccio diagnosi di non esteriorizzazione dello Yang secondo il modello dei quattro elementi proposto dal Dr. J.M. Kespi per cui pungo GB 23 (nella cefalea da fine settimana non fallisce colpo) che favorisce l’esteriorizzazione dello Yang (a primavera) dal torace verso la testa e gli arti. Altra caratteristica di questo punto è la presenza di un’eccessiva timidezza nell’infanzia che il paziente conferma.
Dopo ogni seduta si assiste a un miglioramento del dolore ma dopo due o tre giorni ritorna allo stato precedente. In questi casi bisogna pensare al diaframma. Non presenta bocca amara al mattino per cui è inutile pungere GB 38 che purifica l’umidità calore che blocca il diaframma. BL 46 , CV 17, GV 9 non sono dolorabili alla digito-pressione mentre appare dolente il punto BL 17 che mi affretto a trattare per un eventuale interessamento del diaframma. La situazione rimane la stessa: miglioramento per tre giorni dopo la seduta poi come prima. Alla quinta seduta passo a trattare la barriera cervicale: BL 10, GB 21, St 11. Infatti è presente una pienezza nucale con dolore che peggiora con la pressione e riferisce, dopo mia insistenza, che, qualche volta, mentre mangia, gli va di traverso il bolo alimentare.
Nessun miglioramento dopo due sedute.
Dal momento che il dolore spesso iniziava a livello nucale e si irradiava a mantellina sulle spalle pungo GV 16 e associo TH 5. In questi casi sono punti estremamente efficaci ma, nulla.
Riprendo l’interrogatorio in maniera più approfondita indagando gli affetti, la relazione con i genitori, turbe emotive o di autostima; nulla viene a galla.
Avevo letto in una relazione sulle cervicalgie fatta da un medico cinese che nei casi difficili bisognava pensare a CV 23. Nulla di fatto.
Poi mi sono rivolto alla tecnica punti locali con punti a distanza. In questo caso ho sceltoBL 62, BL 10, GB 20, Si3. Ho insistito per quattro sedute senza nessun risultato clinico se non il solito miglioramento subito dopo il trattamento.
Non riferisco di altri punti usati in modo vergognoso con moxa e coppette e l’aggiunta di stimolazione su alcuni microsistemi come l’orecchio.
Il paziente si mostrava estremamente “paziente” dicendo che ormai era abituato agli insuccessi. Infatti prima di tentare l’agopuntura si era già sottoposto più volte a tecniche di fisioterapia con lo stesso risultato.
A questo punto consiglio di lasciar perdere e di tornare nel mio studio almeno dopo sei-otto mesi sperando che nel frattempo sia diventato più bravo.
Dopo circa sei mesi, l’altro giorno, il paziente ritorna nel mio studio per visita medica. Appena lo vedo gli anticipo che non ero migliorato e che ero ancora ignorante come mi aveva lasciato. Lui , tranquillo, mi spiega che era venuto per un’altro problema e che la cervicalgia l’aveva ormai risolta da quattro mesi quando la nonna lo ha sgridato e gli ha ordinato di ascugarsi i capelli con il fono invece di lasciarli bagnati dopo ogni lavaggio, come era sua abitudine!!!!!!
Morale: "Se si guardano le nuvole e il cielo può capitare di inciampare e di affondare in una pozzanghera"
Dr. Dante De Berardinis
22:30
Scritto da: drdante
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