lunedì, 04 aprile 2011
Shao Mei: il punto che non c'è
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R., 16 anni, ragazza incantevole. Non patologie di nota. Frequenta il 2° anno di liceo scientifico.
- Motivo consultazione
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Si rivolge a me, accompagnata dalla madre, per smettere di fumare (o forse è la madre che l'ha accompagnata apposta perchè a suo tempo smise di fumare con l'agopuntura quando seppe di essere incinta).
Fuma da un anno circa. Ha cominciato a scuola, ma non le piace farsi vedere fumare, e anche a scuola lo fa di nascosto. Mi dice che fuma perché la rilassa.
Nata desiderata, terza di tre, da parto eutocico, allattata al seno, ha poi usato il biberon fino a 10 anni, età in cui –per sostituirlo- ha cominciato a mettere il dito in bocca, con la conseguente deformazione del palato e dei denti, per cui ha dovuto usare l’apparecchio ortodontico che ha rimosso di recente.
Ipotesi diagnostiche
Luo di Grosso intestino? Non ci sono però problemi di masticazione del cibo. LI.6 non duole.
Legame a passaggio maturativo che la lega ad atteggiamenti infantili? BL.11 non duole.
Vicariazione affettiva (filtro come sostituto del capezzolo)? LI.4 e LU.10 sono dolenti, non vivacemente, ma palpati (non ho proprio la manina leggera …) le fanno ritirare la mano.
Fumo consolatorio? Kespi suggerisce LI.11 e CV.6. Quest’ultimo è francamente dolente.
Difetto di trasporto del sapore piccante al Polmone? Anche SP.18 duole.
- Terapia
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Per non sapere né leggere né scrivere, tratto LI.4, LI.11, LU.10, CV.6 e SP.18. Guardiamo cosa succede e se, chiacchierando durante la seduta, (la madre nel frattempo – palesando una certa sensibilità- è uscita in sala di attesa) viene fuori altro.
Durante la seduta non emerge altro perchè si addormenta (che a mio giudizio è sempre un segno positivo).
- Andamento clinico
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Smette di fumare da subito.
Ma quando torna mi racconta che non ha resistito per tutta la settimana: ha fumato di nuovo. Le spiego che nessuno smetterà di fumare se non lei stessa, che non deve immaginare che le passi tutto senza metterci del suo (forse era quello che si aspettava, perché la madre a suo tempo era uscita dallo studio dell’agopuntore con lo schifo nei confronti della sigaretta e non ne aveva più usate).
Ripeto la seduta della volta prima. Questa volta non si addormenta. Parliamo e mi spiega che ha fumato ancora perchè ha un desiderio di avere qualcosa in bocca che supera la sua capacità di controllarlo. Per mitigare il desiderio mette in bocca altro: maltratta le biro, mastica le matite, mangia caramelle, Chupa-chups ... Tutta roba zuccherina, che ingrassa … Così per non mangiare fuma.
Fin quando ha portato l'apparecchio per i denti è stata felice perchè non provava alcuna compulsione alimentare.Questo sintomo mi fa pensare alla fame compulsiva, ai desideri incontrollabili: GV.2. Non è proprio la stessa cosa, non è il desiderio smodato alimentare, ma è pur sempre un mancato controllo che riguarda l’oralità. Le butto lì: " Hai mai avuto problemi all’osso sacro?" "Sì, due anni fa mi è comparso un dolore. Non siamo riusciti a capire cosa era. Poi un po’ per volta è passato …" "Dolore verso la punta?" " No, proprio sul corpo".
Finita la seduta vado a esplorare i punti sull’osso sacro: GV.1 non dolente, GV.2 non dolente. Dolore alla digitopressione su un punto mediano fra la spina di S2 e S3. "Proprio lì mi faceva male!". "Bene, settimana prossima cambiamo punti".
Non sono esperto di punti fuori meridiano, non possiedo testi specifici in proposito. Bossy non raccoglie quel punto fra quelli che descrive, ma io l’ho punto lo stesso, per quella regola paradossale per cui "se fa male fa bene". Lui, da solo.
Da subito scompare la necessità compulsiva alimentare e la necessità si tenere in bocca qualcosa.- Discussione
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Il meridiano del Du Mai è colui che governa, conduce, indirizza con autorevolezza accompagnando: è la proiezione sul nostro corpo dell’archetipo paterno, l’espressione Yang di Chong Mai, l’aspetto solare.
Sul Du Mai risuonano i grandi passaggi della autoconsapevolezza che portano la schiena a conformarsi secondo le curvature note partendo dalla curvatura cifotica unica neonatale.
I passaggi di autoconsapevolezza prendono la forma di lordosi, procedendo dall’alto verso il basso, come anche la sequenza dei sette Po, impronta e imprinting dei periodi trascorsi della nostra vita.
Dal basso verso l’alto invece si stratificano e possono essere ritrovati i traumi, in una sorta di dipanatura che è la scala della vita che rappresenta il processo di sviluppo. Tali traumi sono proiettatati sulle due branche del meridiano di Vescica (i fisici sulla mediale, gli emotivi sulla laterale), e vanno ad incidere sul Du Mai.
La parte più fisica della colonna, dove le vertebre sono robuste e massicce se non addirittura fuse in numero di quattro nel coccige e cinque nel sacro, governa gli aspetti legati al Jing, l’appartenenza di genere e razza, gli scambi di tipo fisico e materiale, tra cui rientra l’alimentazione. A livello GV.1 tutto il mondo gira intorno al "sé", anzi il "sé" è il mondo. Poi si sale progressivamente e a GV.4 si trova il punto della schiena eretta, il punto che permette di camminare, ci si differenzia allora dall’altro, il bambino percepisce di essere altro dalla madre e comincia ad esplorare il mondo.
Il livello superiore riguarda il Qi, la relazionalità, il sociale, riferito a sé stessi (GV.9) come ruolo sociale e relazione col mondo e come riconoscimento degli altri (GV.14) come soggetti di attenzione nei miei confronti e oggetti di attenzione mia e della mia cura. E’ interessante che questa porzione della colonna sia dotata di appendici, le coste, che rappresentano l’aspetto lunare in contrapposizione alla colonna solare ed esprimono con la loro forma l’abbraccio, il collegamento relazionale fra il dorsale il ventrale, tra lo yang e lo yin, in qualche modo una metafora sponsale.
Al di sopra della strettoia del collo, dove il 3 e il 4 precedentemente coniugati per moltiplicazione (12 vertebre dorsali costolate) si uniscono per somma -operazione celeste- a dare 7 vertebre cervicali, si giunge nell’ambito dello Shen, alla capacità di trasformare, trasformarsi e distaccarsi dal "sé" (GV.16) come espresso in quella vertebra metamorfosata che è l’occipite, base del Cielo dell’uomo, per trascendere e raggiungere la santità, l’aureola a GV.20, al di sopra del quale la trasformazione alchemica giunge al vuoto.Per R. il problema era alimentare, materiale, "basso", vai a capire per quale vissuto (o immaginato). Il fumo era una scusa o forse quelle due sedute sono servite a chiarire a lei (o a me?) che la sigaretta era una necessità surrogata, una vergogna socialmente più accettabile del rimettersi il dito in bocca, non potendo masticare caramelle in continuazione.
Tre sedute per consolidare e ci salutiamo.
"Posso scrivere la tua storia per altri agopuntori?" "Sì …" "Come lo chiamiamo quel punto che non esiste?" "Mah … non saprei …" Che te ne pare di dargli il tuo nome, in cinese. Il tuo è un nome ebraico, biblico. Sai cosa significa?" "Pecorella, mite …" "Anche nella cultura cinese la pecora rappresenta la gentilezza. Lo chiameremo Giovane bella Rachele, SHAO MEI"
Non le interessa tanto. E’ contenta, stranita di questo risultato (quasi quanto me). Sulla porta mi chiede "Puoi farmi qualcosa per questo?" e mi mostra una callosità sul mignolo per auto sfregamento (compulsivo da imbarazzo).
Le spiego come prepararsi il gel di aloe. Mai farsi prendere dalla presunzione agopunturale dopo un risultato brillante!SHAO La forma originale di questo ideogramma rappresenta quattro gocce di pioggia, ma c’è chi sostiene che siano quattro granelli di sabbia. Comunque sia, indica una quantità piccolissima. In sé significa "poco, poco numeroso", ma può precedere altri ideogrammi e partecipare alla formazione di alcune parole composte con il significato di "giovane" (in questo caso va letto in quarto tono).
MEI è il carattere che significa bellezza. E’ composto da due pittogrammi che secondo i cinesi rappresentano l'essenza del concetto della bellezza. La parte superiore rappresenta la pecora, l'animale che secondo il popolo cinese rappresenta il modello di gentilezza e passività, l’animale che non ha desideri che lo rendono combattivo ed aggressivo, e che
per questo vive in armonia con l'universo ed in pace con gli altri esseri viventi. Sotto il simbolo della pecora ritroviamo il pittogramma della persona adulta, un individuo adulto
con le braccia aperte. Ecco quindi la bellezza: la gentilezza dell'animo della pecora rispecchiata nel carattere di una persona adulta.
Esperienza riferita dal dr. Paolo Brici
Info: studio: Rimini, via Serpieri, 19 338 7664515 brixbott@libero.it
14:10 Scritto da: drdante in AGOPUNTURA | Link permanente | Commenti (11) | Segnala | Tag: agopuntura, dipendenza dal fumo, fumo, de berardinis dante, paolo brici | OKNOtizie |
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lunedì, 12 aprile 2010
Non tutti i buchi riescono con la ciambella intorno
MN, casalinga, 62 aa.
Motivo della consultazione:
Tunnel carpale dx che la infastidisce da molti anni.
E’ già stato operata di protesi di ginocchio a sn, vuol provare qualcos’altro prima dell’intervento di neurolisi che le hanno detto inevitabile e risolutore.
Donna estremamente positiva, generosa, impegnata, attiva. Madre di tre figli. Oltre alla protesi di ginocchio sn ha in anamnesi:
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Pregressa isterectomia per fibroma.
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Artromialgie peggiorate dal freddo-umido.
Diagnosi
Distinto di Fegato/Vescica Biliare
Terapia
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CV.2 con ago direzionato in alto a dx,
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GB.1 con ago direzionato in alto e medialmente,
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GV.20 con ago direzionato a sn e in basso (dove altrimenti?),
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GB.1 con ago direzionato in basso e medialmente,
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CV.2 (di nuovo) con ago direzionato in basso e verso dx.
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GB.44 a sn.
Siccome non so fare la triplice puntura in corso di infissione, manipolo ripetutamente nel corso della seduta l’ago tenendolo fermo con una mano e imprimendo con l’altra un massaggio sul manico con direzione fuori-dentro-fuori . Mi consolo che l’intenzione sia parte della terapia (d’altra parte anche gli altri aghi sono direzionati per intenzione: spesso GB.1 prende la direzione dx-sn che preferisce…).
Il motivo del trattamento è lo stesso del dito a scatto già descritto in passato in un post precedente: non distribuzione del Jing di Fegato in periferia.
Le sedute andrebbero condotto 3 giorni sì e 3 giorni no per 3 mesi lunari: 12 settimane. Siccome siamo cristiani, cito il sommo Dante –non il poeta trecentesco-, la domenica non conta. Ho usato questa tempistica per le “malattie difficili”, autoimmunitarie nobili (cioè provviste di tassonomia diagnostica e pedigree) conclamate: davvero molto impegnativa sia per il paziente che per il terapeuta. Applico questo ritmo solo se c’è bisogno di lavorare proprio in profondità. Per gli altri casi, una seduta la settimana.
Andamento clinico
Dopo una settimana la paziente torna e mi riferisce che il disturbo alla mano non è migliorato. Io sono un terapeuta presuntuoso e severo: tratto tutti i disturbi, ma se dopo la prima seduta non c’è alcuna modificazione dei sintomi giudico di aver sbagliato trattamento. A questa proposta la signora si oppone: le sono diminuiti tantissimo i dolori reumatici. Non ha più artromialgie (evidentemente il dolore da tunnel carpale non era così intenso)). Ripropongo la seduta. La signora torna entusiasta, non dormiva così bene da tanto tempo… ma il tunnel carpale è lì, tale e quale, non si è modificato di un soffio. Altra seduta e insiste ancora per altre. Arriviamo a cinque. E’ felicissima del suo trend generale nel corso del trattamento ha avuto una crisi emicranica e problemi emorroidaria per pochi giorni, disturbi di cui aveva sofferto pesantemente in passato (nemesi della malattia?) ma tutto si è risolto in breve, erano anni che non era così libera dai dolori articolari. Sta proprio bene! Unico neo … il tunnel carpale.
Così mi ringrazia, mi saluta e va a farselo operare. Con beneficio.
Evidentemente c’è un livello anatomico di lesione che non si lascia scalfire dalla mia presunzione e rende non completamente inutili gli anni di studio e di pratica chirurgica degli ortopedici.
O forse avrei dovuto insistere per cambiare punti. O provare i famigerati tre-giorni-sì-tre-giorni-no. O solamente condurre il trattamento per 12 settimane… Mah!
Seconda puntata: imparato a fare il buco, la ciambella intorno viene.
Stessa paziente. La rivedo ancora, ogni due anni circa, per rinverdire il trattamento “antiartrosi”, un paio o tre sedute per volta. Non ne vuole altre, le va bene così.
Un bel giorno (che sono passati 5 anni e oltre dalla prima visita)mi chiama perché ha operato anche l’altro ginocchio. Protesi. Ma questa volta –a differenza della prima- il recupero è lentissimo, sono passati 5 mesi e fa fatica ancora a caricarlo, non riesce a fare più di pochi passi di seguito e se lo sente comunque legato. Le persiste un dolore al comparto esterno acuto, urente, fisso, peggio da sdraiata o seduta e col carico prolungato. Migliorato dal calore. Assume Tramadolo, unico farmaco che glielo attenua.
Diagnosi
Distinto di Rene/Vescica urinaria.
Terapia
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BL.40 a dx con ago direzionato in alto,
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BL.10 a dx con ago direzionato in alto e medialmente,
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GV.20 con ago direzionato a sn e in basso (dove altrimenti?),
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BL.10 sn con ago direzionato in basso, BL.40 sn con ago direzionato in basso e medialmente.
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BL.67 e KI.1 a sn con triplice puntura (o come volete chiamare quella manovra descritta prima).
Il distino KI/BL tratta il Jing. Il ginocchio fa la spia fin dall’etimologia del nome dello stato del Rene, il Rene genitale, quello Yin, appunto. I punti di riunione inferiori sono localizzati proprio al ginocchio.
Ma queste sono considerazioni successive al motivo vero per cui l’ho utilizzato. In fin dei conti era un dolore secondario ad un trauma chirurgico, ragionando in termini di livello energetico sarebbe stato un tendino-muscolare. (Anche se l’intervento sull’osso è un trauma profondo, che colpisce il Jing, l’osso per l’appunto e il connubio wei-yuan è tipico del distinto)
Ma la ragionata è stata molto più semplice.
Esistono tre modi di reagire ai patogeni.
Il modo WEI è la negazione, il rifiuto: “Non ti voglio, vai via”. Se funziona questo sistema la noxa è allontanata.
Ma se la noxa supera questo livello entra in campo il modo YING che è la trasformazione del problema. Siccome non riesco a eliminarlo, lo risolvo elaborandolo, lo trasformo in altro che conosco e lo elimino. Sono i meccanismi dell’immunità naturale il primo e acquisita il secondo. La cognizione del patogeno lascerà una memoria. Per i patogeni interni interviene subito il livello YING.
Ma la cosa può non funzionare ancora perché la noxa è troppo forte o l’elaborazione non efficace. Allora si deve accettarlo . Non si può fare altro. Questa soluzione del conflitto viene adottata sul campo della YUAN QI che scende a patti col patogeno. Questa accettazione ha duplice polarità. Una attiva, inclusiva, di libertà, di scelta continua, di decisione assidua di armonizzazione, volontà di far pace. Si accetta lo straniero e si integra nella propria struttura con arricchimento reciproco (è successo a quei microbi dei mitocondri con le cellule eucariotiche ed è andata benissimo… E’ successo con la cristianità romana e i barbari ai tempi di S. Agostino e anche lì ha funzionato. Succede ogni volta che si fa “di necessità virtù” ). L’altra è passiva , subìta, sopportata, rinunciataria, “ob torto collo”: non può far meglio, prendiamolo così. Questo secondo modo genera secondo la medicina cinese l’umidità calore, clinicamente il cancro e la malattia autoimmune nelle diverse gradazioni: dall’invecchiamento all’artrosi, aterosclerosi, fibromialgia fino alle malattie nobili (AR, Sjiogren RCU ecc). Per motivi costituzionali la donna è portata ad applicare questo secondo modello, quello passivo. Perché è yin, perché lo sviluppo del suo seme la indirizza sul circuito Cuore-Fegato-Rene che è il tragitto del Ministro del Cuore, perché tende ad essere recettiva per natura…
Il meccanismo dei distinti era entrato in gioco già una volta. Ho immaginato che potesse essere in causa anche questa volta.
E’ andata bene. Progressivo miglioramento fino a sospensione del trattamento dopo sette sedute a cadenza settimanale. Così ha deciso lei.
Esperienza del dr. Paolo Brici (Rimini)
Per chiarimenti: brixbott@libero.it
(Meglio se i chiarimenti vengono chiesti nei commenti in modo da arricchire tutti i lettori, grazie)
14:24 Scritto da: drdante in AGOPUNTURA | Link permanente | Commenti (3) | Segnala | Tag: agopuntura, dante de berardinis, tunnel carpale, paolo brici, artrosi ginocchio, dolore diffuso, artrosi | OKNOtizie |
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